Giustizia e Sicurezza

La sicurezza è un diritto primario e come tale sarà una priorità per assicurare che i cittadini, in particolare le donne e i giovani, possano circolare in sicurezza anche di notte, gli anziani non abbiano paura né per strada né nelle proprie case, che si possa partire senza temere irruzioni.

Ci proponiamo di diffondere al massimo tecnologie individuali di sicurezza, con app. di geolocalizzazione o di chiamata di soccorso, specialmente per donne sole e di notte.

Non crediamo nel Far West e nella giustizia fatta in casa. Crediamo nella lotta senza quartiere alle mafie, nella certezza della pena, nella lotta alla violenza in rete e nell’attenzione alle periferie.

Lotta senza quartiere alle mafie

Crediamo nell’inasprimento delle pene per i reati di mafia e nell’isolamento assoluto dei detenuti per reati di mafia, ai quali devono essere impediti in ogni modo i contatti con il proprio territorio.

Scioglimento della Polizia Penitenziaria, carceri dignitose gestite da privati e creazione di un corpo specializzato per le carceri di massima sicurezza.

Proponiamo, come già avvenuto per la Guardia di Finanza, e come già avvenuto per il Corpo Forestale, lo scioglimento della Polizia Penitenziaria, inglobandola nei carabinieri.

Mantenendo solo un corpo specializzato di carabinieri per la Custodia e il trasferimento di detenuti (come spesso già avviene), addetto esclusivamente ai carceri di massima sicurezza. Tutti gli altri centri di detenzione per detenuti meno pericolosi dovranno essere dati in gestione a privati (corpi di vigilanza) con il doppio obiettivo di risparmio per lo stato e miglioramento delle condizioni di detenzione, grazie a un forte controllo degli appalti.

Il personale in esubero della polizia Penitenziaria, non destinato al corpo di custodia, andrà a rafforzare la sicurezza sulle strade.

Crediamo che la difesa debba essere proporzionata all’offesa, ed il deterrente sarà la certezza della pena.

Le periferie meritano una particolare attenzione

Integrazione tra nuovi arrivati e vecchi abitanti, servizi, trasporti pubblici, sicurezza diffusa e centri di ricreazione giovanile.

Allo stesso modo proponiamo l’apertura dei Centri Commerciali alla Domenica, come centri di aggregazione sociale ed elementi che danno sicurezza e vita a periferie altrimenti deserte.

Lotta alla violenza in rete

La violenza in rete sta diventando una delle piaghe che mina la convivenza civile del nuovo millennio. Ed è ancora più grave quando viene fomentata dai politici di turno che, alla costante ricerca del consenso, non esitano ad incoraggiarla.

I social network avranno l’obbligo di registrare i documenti d’identità di tutti gli iscritti, anche minorenni, e dovrà essere previsto una forma di DASPO DIGITALE (andranno individuati gli aspetti tecnici), ovvero l’impossibilità di avere un profilo social, o anche un indirizzo e-mail, per chi commette ripetute violazioni.

Si dovrebbe arrivare al punto non solo di perseguire chi usa toni violenti in rete, ma di rendere “gli odiatori in rete” corresponsabili di un’eventuale violenza fisica subita da un persona fatta oggetto di odio sulla rete.

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