Non somma di questioni nazionali, ma questione europea

La questione dell’immigrazione riguardando i rapporti con l’estero deve essere di esclusiva competenza europea. Si deve garantire mobilità interna ai migranti e ridistribuzione sull’intero territorio UE, modificando finalmente il Regolamento di Dublino. Occorre instaurare accordi multilaterali per i rimpatri.

Piano Marshall per l’Africa, favorire corridoi umanitari interafricani

Occorrerà sviluppare, grazie ad un Piano Marshall per l’Africa, l’aiuto a Paesi africani non corrotti che accolgano migranti da Paesi vicini, favorendo corridoi umanitari interafricani. Ad esempio l’ Uganda accoglie 2 milioni di migranti come occasione di sviluppo.

Quote nazionali in base a possibilità di integrazione

Si devono stabilire a livello europeo e far rispettare da tutti gli stati delle quote di immigrazione nazionali in base alla possibilità di integrazione sociale ed economica e alle potenzialità di assorbimento e ai bisogni del mercato del lavoro.

Andrà limitata al massimo l’immigrazione non qualificata, favorendo la formazione linguistica e professionale in Paesi di origine o di transito.

Aree votate all’accoglienza volontaria che ricevono aiuti europei.

Si potranno poi selezionare delle aree consenzienti, ad esempio aree marginali o abbandonate, che potrebbero essere ripopolate e dove l’accoglienza, l’integrazione e l’avviamento al lavoro di migranti, specialmente richiedenti asilo, potrebbe diventare una vera e propria attività economica, grazie a fondi del bilancio europeo, e costituire un’occasione di sviluppo per queste stesse zone.

In pratica si tratterebbe di replicare il Modello Riace.

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