Lettera ad un europeista dubbioso di Guido Monti (Movimento Federalista Europeo)

Caro amico,

permettimi di darti del tu anche se non ci conosciamo di persona. Io non appartengo a “Per l’Italia con l’Europa”, associazione che però ho avuto modo di conoscere apprezzandone gli intendimenti. Devo ammettere di avere delle perplessità sul bisogno di neutralità espresso da te e, conseguentemente, sulla preferenza per l’indipendenza da qualsiasi schieramento. Il tuo agnosticismo ideologico, se così si può definire, può avere delle logiche spiegazioni considerata una classe politica italiana chiaramente inadeguata ai suoi compiti e che fa rimpiangere gli statisti appartenuti ad un’ epoca, quella della “Prima repubblica”, oggi fin troppo vituperata. Però se l’offerta politica è scadente, qual è la scelta da compiere?

La realtà dei fatti è sotto i nostri occhi e un po’ dappertutto, non solo in Europa (vedi gli U.S.A. ed il Brasile), si vanno affermando forze populiste e sovraniste in contrapposizione a quelle tradizionali. Occorre quindi essere obiettivi e pragmatici e, in presenza di stati ormai svuotati di potere, non resta che agire a sostegno dell’integrazione europea, unica prospettiva plausibile in antitesi a chi vorrebbe anacronisticamente isolarsi con opzioni nazionaliste. Lo diceva bene oltre settant’anni fa Luigi Einaudi, secondo presidente della repubblica ed eminente europeista: gli stati nazionali sono polvere senza sostanza e la sola alternativa è fra federarsi o perire. Il suo lungimirante pensiero è di una sconcertante attualità e, tradotto in termini adattabili ai nostri giorni, significa che la vera linea di demarcazione è fra l’unità europea e la deriva sovranista. Sinistra e destra, progressisti e conservatori, rivoluzionari e reazionari sono categorie divenute superate e la sola rivoluzione attuabile, in modo pacifico e coinvolgente, soprattutto per le nuove generazioni prive di concrete prospettive, è quella a sostegno degli Stati Uniti d’Europa. Sai cosa mi diceva tempo fa un giovane impegnato in politica ( proprio col Pd, guarda caso)? “I miei nonni si sono battuti per la liberazione dal nazifascismo, i miei genitori per i diritti civili, ma la mia generazione, quella cosiddetta Erasmus, per cosa può lottare?” Ecco, la risposta giusta può essere proprio l’Unione europea, un’idea semplice ma di difficile realizzazione e comunque la sola in grado di dare risposte adeguate agli insoluti problemi odierni e di assicurare un positivo sviluppo socioculturale. Di sicuro non vedrò personalmente il raggiungimento di questo ideale traguardo, ma col mio contributo sono convinto di aver gettato un seme che potrà aiutare a germogliare la pianta dell’unione federale europea. Come diceva Abramo Lincoln riferendosi all’abolizione dello schiavismo, ad avvantaggiarsi delle nostre conquiste non sarà tanto la nostra generazione quanto quelle future, alle quali è un dovere morale lasciare un avvenire migliore. Il mio rinnovato invito è dunque quello di non perdersi in inutili e fuorvianti disquisizioni e di chiamarci invece a raccolta a favore dell’unità europea, che non è più il sogno dei padri fondatori dell’Europa, ma una necessità da cui dipendono i nostri destini e quelli di chi verrà dopo di noi.

Di nuovo cordiali saluti e auguri di buon lavoro.

Guido Monti